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PADOVA : IL PATTO DI PADOVA PER LA LETTURA

rdADMcf | 29 Settembre 2019

La Sala Giunta di Palazzo Moroni ha accolto i rappresentanti delle Istituzioni che affacciano su via VII febbraio, il Sindaco Sergio Giordani e il Magnifico Rettore Rosario Rizzuto per la sottoscrizione del “Patto di Padova per la lettura”, protocollo promosso dal Cepell – Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni Culturali quale strumento di governance delle politiche di promozione del libro e della lettura. Per l’occasione è intervenuto Carlo Albarello del Cepell.

Con il riconoscimento di “Città che legge”, Padova da anni vede valorizzato l’impegno di un network di soggetti coinvolti nella promozione della lettura. Capifila di questa rete, il Comune e l’Università di Padova hanno scelto di accogliere l’invito del Cepell, aderendo a un patto che riconosce, in prima istanza, la lettura come strumento per la crescita e il benessere delle persone, come mezzo di partecipazione attiva e critica alla vita culturale della comunità e, per questo, come requisito irrinunciabile di democrazia.

La firma del documento rappresenta la formalizzazione di una collaborazione che Università e Comune intrattengono da sempre e che, negli ultimi anni, trova espressione in occasioni come – per citare gli ultimi esempi – l’iniziativa One book One City o i festival La Fiera delle Parole e Da giovani promesse. Come in questi casi, però, il raggiungimento degli obiettivi è possibile solo grazie alla partecipazione attiva di altri soggetti – scuole, biblioteche, case editrici, librerie, associazioni e gruppi. Oltre a promuovere la realizzazione di iniziative pubbliche, il Patto per la lettura ha tra i suoi obiettivi l’ambizione di allargare la base dei lettori forti. Per questo intende costruire attività a beneficio diretto degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado e degli universitari, promuovere percorsi di formazione per i professionisti della filiera del libro, riconosce il valore peculiare della lettura in tutti quei luoghi – carceri, ospedali, centri d’accoglienza, strutture residenziali assistite – dove può rappresentare uno strumento utile a superare le barriere e in particolare quelle del pregiudizio e dell’insofferenza.

Written by rdADMcf

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