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PADOVA : SCOPERTO UN GENE SENSIBILE AL CALORE CHE RIDUCE LA FERTILITA’ DELL’UOMO E FAVORISCE LO SVILUPPO DEL MELANOMA

rdADMcf | 29 Novembre 2019

Il riscaldamento globale è ormai un fenomeno diffuso ed assodato, che recentemente ci troviamo ad affrontare sempre più frequentemente. A partire dal 1980 c’è stata una brusca accelerazione dell’aumento della temperatura a livello globale, e in particolare gli ultimi 5 anni sono stati i più caldi di sempre, con aumenti della temperatura media nell’ordine di 1 – 1,5 °C. Basti pensare che Luglio 2019 è stato il mese più caldo da quando vengono registrate le temperature atmosferiche, ovvero dal 1880. Inoltre, in base alle proiezioni dei climatologi, entro il 2035 ci sarà un ulteriore aumento della temperatura tra 0,3 e 0,7 °C. Questi incrementi di temperatura possono indurre modificazioni importanti sulla salute dell’essere umano e l’OMS stima che i cambiamenti climatici causeranno ulteriori 250.000 morti all’anno entro il 2030.

L’aumento di temperatura potrebbe essere uno dei fattori che induce la riduzione della produzione di spermatozoi, e quindi della fertilità, dell’uomo dei paesi occidentali, poiché il testicolo è fortemente sensibile al calore, e la sua collocazione nello scroto è funzionale ad una minor temperatura, con una riduzione di 2 °C rispetto alla temperatura corporea.

Sorprendentemente, un’associazione non ancora spiegata è stata trovata tra il tumore della pelle, il melanoma ed infertilità maschile. Il melanoma ha come fattore di rischio importante l’esposizione solare e l’aumento della temperatura. I ricercatori di Padova hanno ipotizzato un ruolo del gene E2F1 in funzione del calore nella patogenesi del melanoma. Il gruppo di ricerca, in collaborazione con l’Istituto Oncologico Veneto, il prof Rossi e il prof Opocher, ha studiato il profilo molecolare di questo gene in oltre 550 pazienti affetti da melanoma ed ha riscontrato in questi pazienti una maggiore espressione del gene E2F1. I risultati di questo studio, pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Translational Medicine, hanno evidenziato un numero significativo di casi con aumentate copie del gene E2F1, rispetto alla popolazione sana che non presenta in alcun caso anomalie di espressione di questo gene.

Queste tematiche saranno discusse nell’ambito del XIV Convegno di Medicina organizzato sempre dalla Fondazione Foresta Onlus, che si terrà a Lecce venerdì 29 novembre presso il Castello Carlo V.

Written by rdADMcf

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